Di mondodiverso
Eloisa, colei che andrò oltre l'amore
“Ti ho amato di un amore sconfinato… La mia anima non era con
me ma con te, e se non era con te non era in nessun luogo..."
* * * **

Dalle lettere di Eloisa ad Abelardo
Tutti si precipitavano a vederti quando apparivi in pubblico e le donne ti seguivano con
gli occhi voltando indietro il capo quando ti incrociavano per la via.
Al mio signore, anzi padre, al mio sposo anzi fratello, la sua serva o piuttosto figlia,
sua sposa o meglio sorella... ti ho amato di un amore sconfinato... mi è sempre stato
più dolce il nome di amica e quello di amante o prostituta, il mio cuore non era con me
ma con te.
Quale regina, quale donna potente non invidiava le mie gioie e il mio letto? Avevi due
cose in particolare ti rendevano subito caro: la grazia della tua poesia e il fascino delle
tue canzoni, talenti davvero rari per un filosofo quale tu eri.
Eri giovane, bello, intelligente.
Quei piaceri d’amor che abbiamo gustato insieme sono stati così dolci per me, che non
posso pentirmene e nemmeno cancellarne il ricordo. Da qualunque parte mi volga mi
sono sempre davanti agli occhi con tutta la forza della loro attrazione.
Anche quando dormo mi perseguitano le loro illusioni; perfino nei momenti solenni della
messa, quando la preghiera deve essere più pura, le immagini oscene di questi piaceri
si impadroniscono talmente della mia povera anima che mi abbandono più a queste
turpitudini che alla preghiera.
Io, che dovrei piangere su quello che ho fatto, sospiro invece per ciò che ho perduto, e
non solo quello che abbiamo fatto insieme, ma i luoghi, i momenti in cui l’abbiamo fatto
sono talmente impressi nel mio cuore che li rivedo con te in tutti i particolari e non me
libero nemmeno durante il sonno.
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