Di Etta
Francisco Goya - La fucilazione - Museo del Prado Madrid
L'autore
Francisco Goya nacque nel 1746 in Spagna, dove studiò e apprezzò le opere di
Velàsquez. Nel 1779 fu nominato membro della Real Academia San Fernando di
Madrid, realizzò importanti ritratti per la famiglia reale, per la nobiltà del tempo e
dipinti per la Fabbrica degli arazzi. La felicità per il successo fu turbata da sventure
private e politiche. Una grave malattia, il disgusto verso il regime sempre più duro
del re di Spagna, poi verso quello dei francesi, che nel 1808 avevano occupato il
suo paese, spinsero Goya a dipingere quadri sempre più cupi e tragici.
Morì nel 1828.
Il soggetto
In questa celebre opera, Goya sceglie come soggetto un drammatico episodio della
storia contemporanea. Il 2 maggio 1808, durante l'occupazione francese della Spagna,
Napoleone diede ordine di catturare per le strade di Madrid popolani e contadini che
si erano ribellati al suo esercito. dopo varie ore di lotta , chi non riuscì a rifugiarsi
nelle case o nelle stalle fu catturato dai francesi e condannato a morte.
La fucilazione avvenne il giorno successivo, il 3 maggio.
Il codice visivo: il colore
Il dipinto appare molto sommario e poco dettagliato. Anche le pennellate appaiono
rapide, quasi "frettolose", per cogliere tutta l'immediatezza e la drammaticità della scena.
Manca quasi il chiaroscuro e i contrasti tra i colori sono stridenti. La camicia bianca della
vittima sottolinea la tragicità della scena e la sua crudeltà, dal momento che diventa quasi
una bandiera bianca, simbolo della resa del prigioniero. Avvolta da una notte senza luna,
la scena appare illuminata solo da una lampada appoggiata a terra.
Il codice visivo: la composizione
La scena è divisa idealmente da una linea verticale che separa i soldati dalle vittime.
I militari sono rappresentati senza volto, quindi senza umanità: una serie di manichini
che esegue l'ordine con i fucili spianati perfettamente paralleli. Alla sinistra invece si
consuma il dramma dei contadini che si disperano e mostrano tutta la loro sofferenza,
nella loro varietà di reazioni e sentimenti.

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