
"Quando non c' è energia
non c' è colore, non c' è
forma, non c' è vita."
I musici 1594-1595, Olio su tela
New York, Metropolitan Museum of Art
La vita di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, è stata una vita movimentata come poche, vissuta intensamente e senza sosta. Ottenne gloria ed onori, si guadagnò l'affetto e la protezione dei potenti e dovunque andava la fama di un talento non comune lo procedeva. Ma affondò spesso, e volontariamente, tra la gente più semplice. Conobbe la fuga, la paura, il disonore, il disprezzo. Cercò la rissa, la violenza e lo scontro. E la sua morte sembra uno scherzo della storia.
Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio (Milano 1571 – Porto Ercole 1610)
![]()
Riposo durante la fuga in Egitto, 15997-1598, Olio su tela
Roma Galleria Doria Pamphilj
Caravaggio fu uno dei più celebri pittori italiani di tutti i tempi, dalla fama ancora oggi universale. Nato in un piccolo centro della provincia di Bergamo si trasferisce con la famiglia a Milano per sfuggire alla peste. In giovane età trascorre qualche tempo come apprendista presso la bottega di Simone Peterzano, discepolo di Tiziano. A circa vent'anni parte per Roma, centro dell'arte di quel tempo, pronto per affrontare e mostrare a tutti, attraverso le sue opere, il suo genio.
/http%3A%2F%2Fservizi.comune.cento.fe.it%2Fprogdidattici%2Fanno-2008-2009%2FNATURAMORTANEIBARIDICARAVAGGIO.jpg%2Fimage_preview)
Canestra di frutta, 1595
Milano, Pinacoteca Ambrosiana
Il naturalismo è il caposaldo della cultura lombarda, assorbita da Caravaggio, una pittura che rappresenta il "vero" fedele alla realtà.
Un altro personaggio storico di quel periodo: San Carlo Borromeo riteneva decenti e decorose le immagini rispettose della realtà. Nella poetica di Caravaggio si trova esattamente questo metodo: l'immagine sacra deve suscitare devozione attraverso il realismo con il quale essa viene rappresentata. Con questo bagaglio culturale, Caravaggio, fa il suo ingresso a Roma nel 1502-93. L'inizio è fatto di stenti e privazioni, poi dà prova di grande abilità nella pittura. Dopo aver eseguito una serie di opere con a tema la natura (Canestra di frutta) rappresentazioni, mitologiche ed allegoriche: il Bacco e la Medusa e situazioni popolari come : i Bari e la Buona Ventura, il pittore ha l'occasione di farsi conoscere, attraverso questi capolavori d'arte, dal cardinal Francesco Maria Del Monte, grandissimo uomo di cultura ed appassionato d'arte che gli dà protezione e lavoro attraverso una serie di commisssioni. E,' grazie a questo incontro che Caravaggio può misurarsi con opere eccezzionali lasciando un profondo segno nella storia dell'Arte. Dall'amicizia con l'importante prelato nasce il ciclo composto da tre opere sulla figura di San Matteo, Matteo e l'Angelo, Martirio di San Matteo, conservati nella chiesa di San Luigi dei Francesi, a Roma.

I Bari, Olio su tela
Fort Worth,( Texas ), Kimbell Art Museum
La Buona ventura, 1596-97, Olio su tela
Museo del Louvre , Parigi
/http%3A%2F%2Fagroedolce.files.wordpress.com%2F2010%2F09%2Fcaravaggio-1-la-vocazione-di-san-matteo-1600.jpg)
Vocazione di San Matteo, 1599, Olio su tela
San Luigi dei Francesi, Roma
San Matteo e l' Angelo, 1602, Olio su tela
Chiesa di San Luigi dei Francesi, Roma
Martirio di san Matteo, 1600-1601, olio su tela
Chiesa di San Luigi dei Francesi, Roma
Nel 1601 gli vengono commissionate altre due opere di rilievo: la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo collocate nella Chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma.
/http%3A%2F%2Fwww.robertomattia.it%2Fcaravaggio%2Fcrocifissione_di_san_pietro%2Fcrocifissione_di_san_pietro.jpg)
Crocifissione di San Pietro, 1600-1601, Olio su tela
Chiesa Santa Maria del Popolo, Roma
/http%3A%2F%2Fwww.canino.info%2Finserti%2Finterventi%2Fconv_san_paolo%2Fconvpaolo.jpg)
La Conversione di San Paolo,1600,Olio su tela.
Chiesa Santa Maria del Popolo
La sua attività artistica è sempre ostacolata dal carattere del pittore. Assiduo frequentatore di taverne e luoghi poco raccomandabili, Caravaggio è spesso al centro di risse e schiamazzi. La sicurezza con cui ostenta un talento non comune e la facilità con cui scivola nella violenza gli procurarono non pochi problemi. Molti sono i suoi nemici anche tra i colleghi. In molti casi, riesce a venir fuori da situazioni difficili solo grazie all'intervento dei suoi potenti amici ed ammiratori.
Nel 1606 è coinvolto in una rissa durante una sfida al gioco della pallacorda. In essa uccide Ranuccio Tommasoni da Terni. E' costretto ad allontanarsi da Roma. Per sfuggire alla pena capitale, dovrà affrontare un "pellegrinaggio" dalle tappe diverse: Napoli, Malta, Sicilia. Dovunque passa lascia dei capolavori. In seguito alla condanna nei suoi dipinti cominciano a comparire ossessivamente personaggi giustiziati con la testa mozzata, dove il suo macabro autoritratto prendeva spesso il posto del condannato.
![]()
Decollazione di San Giovanni Battista, 1608
Concattedrale di San Giovanni. La valletta

Giuditta taglia la testa a Oloferne, 1598-1599 Olio su tela
Roma, Galleria Nazionale d' Atre Antica, Palazzo Barberini
Nel 1610 torna a Napoli da dove parte alla volta di Roma. Sbarca a Porto Ercole, nel tentativo di recuperare i suoi beni, compresa la tela che gli era necessaria come merce di scambio per la sua libertà, viene fermato per accertamenti. Ma purtroppo la sua nave non lo attende e riparte senza di lui. In preda alla febbre e alla disperazione per veder svanire le sue speranze di salvezza, Caravaggio vaga delirante sulla spiaggia di Porto Ercole dove muore, a soli 39 anni, il 18 luglio 1610.
Pochi giorni dopo, giunge a Napoli la lettera che lo sollevava dalla condanna.