Di Etta
Georgia O' Keffe
È venuto il tempo
che il ranuncolo limpido
rischiara
l’erba folta e amara,
fitte e stupite
si schierano sulle prode
le margherite,
già l’usignolo s’ode.
Sotto gli occhi di ogni fanciulla
una tenera ombra è fiorita
e con quell’ombra di viole
il giovane sole
si trastulla.
Georgia O'Keeffe
Ho intonacato i quattro muri in bianco
attorno ci ho messo uno schianto
di fiori, un sussurro di piante.
All’interno velluti
odore arso di arance.
E, appena finita la casa,
ne sono sgusciata da un fianco.
Georgia O' Keeffe
Dall’uscio di un sogno mi chiamarono...
Era la buona voce, amata voce.
- Dimmi: verrai a veder l’anima con me?...
Giunse al mio cuore una carezza.
- Sempre con te... Ed avanzai nel sogno
per una lunga e nuda galleria
sentendo il tocco della veste pura
e il pulsar dolce della mano amica.
Georgia O' Keeffe
Queste tue mani a difesa di te:
mi fanno sera sul viso.
Quando lente le schiudi, là davanti
la città è quell'arco di fuoco.
Sul sonno futuro
saranno persiane rigate di sole
e avrò perso per sempre
quel sapore di terra e di vento
quando le riprenderai.
Arthur G. Dove
In giorni come questi, spesso
la tetraggine m’assale
e il vivere d'ora in ora
mi tortura. Ma arrivi tu
che sconfiggi la noia
coi tuoi discorsi variopinti.
Anche oggi cercheremo una breccia.
Una parola che ci possa salvare
e che ci tenga in bilico
sul confine ideale tra realtà
e fantasia potrà, anche
se per poco, cangiare l'esistenza.
Arthur Dove
Amorevolmente ho voltato la testa,
lì, nella mattina di luce e garofani,
con la viva gioia
del viaggiatore che torna al luogo che più ama.
Amorevolmente sugli alti balconi,
nei giardini caldi, con risa di ragazze
che già presagiscono il tocco dell’amore.
Lanciate, lanciate le corde. Domatelo con le briglie.
È l’amore, prendetelo. Non perdete un istante.
Arthur G. Dove
O mio fiato che corri lungo le sponde
dove l’infinito mare congiunge braccio di terra
a concava marina, guarda la triste penisola
anelare: guarda il moto del cuore
farsi tufo, e le pietre spuntate
sfinirsi
al flutto.
Arthur G. Dove
A riva del tuo balcone
arioso, dai grezzi colori
degli orti già in fioritura
di menta, estate ansiosa
come una febbre sale
al tuo viso, e lo brucia
col fuoco dei suoi gerani.
Col gesto delle tue mani
solito, tu chiudi. Dietro
i vetri, nello specchiato
cielo coi suoi rondoni
più fioco,
da me segreta ormai
silenziosa t’appanni
come nella memoria.
Arthur G. Dove
EMILY DICKINSON
Io sono Nessuno! - Tu chi sei?
Sei Nessuno anche tu? Allora siamo in due!
Non dirlo, potrebbero bandirci,
non lo sai?
Che grande peso essere Qualcuno!
Così volgare! - come una Rana
che gracida il suo nome tutto Giugno
ad un pantano in estasi di lei!
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