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Alberto Moravia 

 

Lettere dal Sahara

 

 

Almeno una volta nella vita, accade di sfogliare un libro come Lettere dal

Sahara   di  Moravia  e  di  accorgersi,  grazie   alle  straordinarie   doti

dell’autore, di essere in grado di percepire profumi o  suoni mai sentiti,

lontani nel tempo e nello spazio, meravigliosi.

 

Moravia, innamorato e incoscientemente travolto dal mistero africano,

riesce, regalando  generosamente  anche  le  impressioni  più  intime e

appassionate,   a  trasformare  i disagi  di  un  viaggio   imprudente   in

meravigliose avventure dal fascino inspiegabile.

 


 

 

 

Sulle sabbie del deserto come sulle acque degli oceani

non è possibile soggiornare, mettere radici,

abitare, vivere stabilmente.

Nel deserto come nell'oceano bisogna continuamente muoversi,

e così lasciare che il vento,

il vero padrone di queste immensità,

cancelli ogni traccia del nostro passaggio,

renda di nuovo le distese d'acqua o di sabbia,

vergini e inviolate.

 

 

 

    

«L'Africa per me è la cosa più bella che esista al mondo» dichiarò

nell’intervista resa ad Alain Elkann  «Il suo odore non si dimentica mai». 

 

 

 

   

Alberto Moravia 

 

 

Alberto Moravia (pseudonimo di Alberto Pincherle) (Roma, 28 novembre 1907

    (Roma, 28 novembre 1907 - Roma, 26 settembre 1990)  

 

 

UNA POESIA PER L'ITALIA

 

"Sono capitato male, in un paese  degradato di poveri senza dignità e di

ricchi senza cultura. Dai poveri mi divide l'orgoglio, dai ricchi la verità.

Far parte di  una  siffatta  società è  un  danno, esserne esclusi non è una

fortuna, ma non ho che una vita da vivere e non ho molto di scegliere."  

 

 

L'uomo vuole sempre sperare.

 Anche quando è convinto di essere disperato
 
 

«Soprattutto  quando  ero  bambino, la noia  assumeva  forme  del tutto

oscure a me stesso e agli altri, che io ero  incapace di spiegare e che gli

altri,  nel caso  di  mia  madre,  attribuivano  a  disturbi  della  salute   o

altresimili cause.»

 

La noia 1960 

 

 

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