IL BELLO IDEALE
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Dei o mortali, o entrambi?
ANTONIO CANOVA

Grazie, 1812 - 1816, gruppo marmoreo
Le Grazie
Come D'Erato al canto ebbe perfetti
Flora i trapunti, ghirlandò l'Aurora
gli aerei fluttuanti orli del velo
d'ignote rose a noi, sol la fragranza,
se vicino è un iddio, scende alla terra.
E fra le l'altre immortali ultima venne
rugiadosa la bionda Ebe, costretti
in mille nodi fra le perle i crini,
silenziosa e l'anfora converse:
e delle altre la vaga opra fatale
rorò d'ambrosia; e fu quel velo eterno.
Poi sulle tre di Citerea gemelle
tutte le Dive il diffondeano, ed elle
tra le fiamme d'amore ivano intatte
a rallegrar la terra, e sì velate
apparian come pria vergini nude.
Ugo Foscolo
Nel poemetto, intitolato le Grazie, Ugo Foscolo immagina che Venere, dea del
l'amore e simbolo dell'armonia dei cieli, abbia voluto portare sulla terra le sue
bellissime figlie, le tre Grazie appunto, perchè difondessero presso i mortali,
ancora allo stato selvaggio, le arti: la musica, la danza e la poesia. Con questi
doni avrebbero civilizzato gli uomini e avrebbero offerto loro una consolazione
contro la durezza della vita.
Foscolo dedicò il poemetto ad Antonio Canova, il massimo esponente dell'arte
neoclassica in Italia, autore di opere a soggetto mitologico e del meraviglioso
gruppo marmoreo delle Grazie, dove appare evidente la nostalgia della bellezza
del mondo antico.
Non fredde statue inerti, ma l'idea del bello che prende forma, vita e sangue nel
marmo piegato dall' artista ad un possibile sogno di perfezione.
I capolavori del Canova
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AMORE E PSICHE
Gruppo in marmo di Antonio Canova
Parigi - Museo del Louvre
Canova, nel gruppo marmoreo Amore e Psiche, si è ispirato alla favola contenuta
nel romanzo antico "Le metamorfosi o L' asino d'oro" del poeta latino Apuleio che
l'ha interpretata liberamente.
Nella grandiosa scultura, il massimo risalto viene dato all'estasi dei due amanti
- Amore e Psiche - l'una tra le braccia dell'altro. Psiche tiene gli occhi chiusi per-
chè così le è stato imposto, nel momento in cui vorrà contemplare il dio, lo perderà.
Nel testo antico l'autore mette in luce la curiosità crescente di Psiche che inca-
pace di resistere, temendo brutte sorprese, e consigliata dalle perfide e invidiosis-
ssime sorelle, armata di un pugnale, decide di scoprire le sembianze del suo sposo
notturno. Nel brano si notano le diverse fasi della rivelazione: la magnificenza del
dio alato e la ferita, provocata da una freccia della sua faretra, che lei curiosissima
ha voluto esplorare e toccare, facendola innamorare perdutamente.

Principessa Leopoldina Esterhazy Lichtenstein
( 1808 ) Castello Esterhzy di Eisenstadt in Austria

Amore e Psiche stanti
( 1798 - 1800 ) Louvre Parigi
La Venere Italica
Galleria Palatina - Firenze
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La ninfa dormiente
Victoria & Albert - Museum di Londra
A
pollo che si incorona
( 1781 ) J. Paul Getty - Museum, Los Angeles
Lo scultore Antonio Canova (1757 - 1822) è stato definito il massimo esponente
del Neoclassicismo.
Fu il cantore della bellezza ideale femminile. La sua arte ed il suo genio ebbero
una grande influenza nella scultura dell'epoca.
Canova era molto affascinato dai movimenti sinuosi che nascono dalla danza e
dal movimento, come si nota nelle "Tre grazie", le dèe si abbracciano unendo i
loro corpi in una leggiadra armonia.
Svolse il suo apprendistato a Venezia dove scolpì le sue opere. L'ambiente vene-
ziano fu per Canova quello della sua formazione. Egli subì il fascino e l' in-
fluenza dello scultore del seicento Gian Lorenzo Bernini, grande maestro del barocco.
Nel 1779 si recò a Roma dove frequentò le scuole di nudo dell'Accademia di
Francia e del Museo Capitolino.
La sua prima opera fu Il Teseo sul minotauro .
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Teseo è rappresentato seduto sul minotauro dopo la lotta, rappresentando così la
vittoria della ragione sull'irrazionale.
Le sculture dell'artista sono sempre realizzate in marmo e talvolta sono ricoperte
da uno strato di cera rosa o ambra, per imitare il colore dell'incarnato e sono sem-
pre molto levigate fino a raggiungere una superficie lucida o traslucida.
Realizzò inoltre il ritratto di Paolina Borghese nelle vesti di Venere vincitrice,
che tiene in mano il pomo della vittoria offerto da Perseo alla dea più bella.
Paolina è rappresentata distesa sui cuscini con i busto semieretto e nudo, le parti
scoperte sono ricoperte di cera rosata per conferire un aspetto umano.
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Con la fine dell'epoca napoleonica Canova ritornò a Roma e fu in quel periodo
che si evidenziò in un cambiamento nel suo stile, egli caricò con maggior forza
emotiva le sue opere avvicinandole alle nuove tendenze romantiche.
Sono di questo periodo: la Maddalena, il Compiano sul Cristo morto, il monumen-
to Stuart, Venere e Marte.

Maddalena

Venere e Marte
Antonio Canova ha speso tutta la vita nell'incessante tentativo di ricreare la perfe-
zione e l'armonia, attraverso i bozzetti in creta, gli studi in gesso, i blocchi scolpiti ecc.
Le sue opere danno corpo ad immagini tese ad una bellezza in cui l'equilibrio e
il movimento, forza e grazia, leggerezza e materia possano convivere nella stessa
forma.
Dai suoi contemporanei, tra i quali il poeta Ugo Foscolo, il Canova è stato indica-
to come l'artista che nelle sue creazioni ha fatto rivivere in modo impareggiabile
la grazia degli antichi rendendola "eterna".
Antonio Canova muore a Venezia nel 1822.