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Hermann Hesse

 

 

 Le poesie di Hermann Hesse sono un inno alla gioia, alla vita 

e alla bellezza delle piccole cose

 

 

 

 

 

Vieni con me 

 

 

 Vieni con me!

 Devi affrettarti però -

 sette lunghe miglia

 io faccio ad ogni passo.

 Dietro il bosco ed il colle

 aspetta il mio cavallo rosso .

 Vieni con me! Afferro le redini -

 Vieni con me nel mio castello rosso.

 Li crescono alberi blu

 con mele d'oro,

 là sognamo sogni d'argento,

 che nessun altro può sognare.

 Là dormono rari piaceri

 che nessuno finora ha assaggiato,

 sotto gli allori baci purpurei -

 Vieni con  me per boschi e colli!

 Tieniti forte! Afferro le redini,

 e tremando il mio cavallo ti rapisce.

 

 

 

Eleonor

 

Le sere d'autunno mi ricordano te.

I boschi giacciono bui, il giorno si scolora

ai bordi dei colli in rosse aureole.

In un casolare vicino piange un bimbo.

Il vento se ne va a passi tardi

attraverso i tronchi a raccogliere le ultime foglie.

Poi sale, abituata ormai da lungo ai torbidi sguardi,

l'estranea solitaria falce di luna

con la sua mezza luce da terre sconosciute.

Se ne va fredda, indifferente, per il suo sentiero.

La sua luce avvolge il bosco, il canneto, lo stagno

e il sentiero con pallido alone melanconico.

Anche d'inverno in notti: senza luce

quando alle finestre, vorticano danze di fiocchi

e il vento spaventoso, ho spesso l'impressione di guardarti.

Il piano intona con forza ingannevole

e la tua profonda e cupa voce di contralto

mi parla al cuore, tu la più crudele delle belle donne.

La mia mano afferra alle volte la lampada

e la sua luce tenue posa sulla larga parete.

Dalla antica cornice la tua immagine oscura guarda

mi conosce bene e mi sorride, stranamente.

Ma io ti bacio mani e capelli,

e sussurro il tuo nome.

 

 

 

 

Il principe

 

Volevamo costruire assieme

una casa bella e tutta nostra

alta come un castello

per guardare, oltre i fiumi e i prati,

sui boschi silenti.

 

Tutto volevamo disimparare

ciò che era piccolo e brutto,

volevamo decorare con canti di gioia

vicinanze e lontananze,

le corone di felicità nei capelli.

 

Ora ho costruito un castello

su un' estrema a silenziosa altura,

la mia nostalgia sta là e guarda

fin alla noia, ed il giorno si fa grigio

-  principessa dove sei rimasta? -

 

Ora affido a tutti i venti

i miei canti arditi.

Loro devono cercarti e trovarti

e svelarti il dolore

in cui soffre il mio cuore.

 

Devono anche raccontarti

di una seducente intima felicità,

devono baciarti e tormentarti

e devono rubarti il sonno.

-  principessa quando tornerai? 

 

 

 

Nella nebbia

 

Strano, vagare nella nebbia!

E' solo ogni cespuglio ed ogni pietra,

nè gli alberi si scorgono tra di loro,

ognuno è solo.

 

Pieno di amici mi appariva il mondo

quando era la mia vita ancora chiara,

adesso che la nebbia cala

non ne vedo più alcuno.

 

Saggio non è nessuno

che non conosca il buio

che lieve ed implacabile

lo separa da tutti.

 

Strano, vagare nella nebbia!

Vivere è solitudine.

Nessun essere conosce l'altro

ognuno è solo.

 

 

 

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