La storia di Séraphine de Louis, nota come Séraphine de Senlis (Arsy, 1864 – Erquery, 1942), è la storia di una donna invisibile di giorno e pittrice visionaria di notte.
Nata in una famiglia poverissima e rimasta presto orfana, Séraphine Louis si guadagna da vivere per quasi tutta la vita a Senlis come umile domestica e lavandaia. Vive in una stanza spoglia e lavora duramente, ma nasconde un segreto: nelle ore notturne, alla luce di una candela, si inginocchia e dipinge. Non ha mai studiato arte, non usa tele pregiate e crea i suoi colori mescolando terre, erbe e la cera delle candele che raccoglie in chiesa. Dice che a ordinarglielo è la Madonna.
La svolta arriva nel 1912, quando il critico d'arte tedesco Wilhelm Uhde si trasferisce a Senlis. Un giorno, a casa di conoscenti, vede una natura morta su una tavola di legno: ne rimane folgorato. Quando scopre che l'autrice è la sua stessa donna delle pulizie, decide di diventarne il mecenate.
Grazie a lui, nel 1929 le opere di Séraphine vengono esposte a Parigi. È un successo clamoroso: i suoi alberi colorati, ipnotici e pieni di occhi vegetali affascinano il pubblico. Per la prima volta nella vita, Séraphine sperimenta la ricchezza e la celebrità.
La felicità, però, dura pochissimo. Con la crisi econoica del 1929, il suo mecenate perde tutto e smette di comprarle i quadri. Per Séraphine è il crollo: l'improvvisa fine del sogno e la sua mente già fragile la trascinano nella psicosi.
Nel 1932 viene internata in un ospedale psichiatrico. Lì dentro si chiude nel silenzio e non toccherà mai più un pennello. Muore in totale solitudine nel 1942, durante l'occupazione nazista, finendo sepolta in una fossa comune, lasciando però al mondo una delle testimonianze più pure e potenti dell'arte naïf.