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22 giugno 2017 4 22 /06 /giugno /2017 21:27

Quando sto zitto arriva mia madre 

 

Una mano sulla porta

 

 

Quando sto zitto arriva mia madre.

Sta sola mia madre nella stanza di là.

E io solo e zitto nella stanza di qua.

Mia madre si alza e arriva di quando in quando.

Con una mano sulla porta cerca di leggere il mio cuore:

io zitto mi lascio leggere.

Intanto mi nascono affetti e le sorrido:

"Che sei venuta a fare?".

Ma so bene perché viene da me.

Dopo aver scambiato con me due,

tre parole, mia madre se ne và.

E io penso a tutti gli uomini:

noi viviamo sostenendoci l'un l'altro.

E' come reggersi colle mani sulle spalle di chi è accanto.

Si ha bisogno perfino delle persone che danno fastidio.

Chi sa se mia madre non pensa a questo

quando viene e mi guarda

con la mano appoggiata sulla porta?

 

poesia dal Giappone di K.Nakagawa

 

 

 

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22 giugno 2017 4 22 /06 /giugno /2017 05:47
Avrei voluto - Danilo Bramati

Scrivo, ma tu non leggerai. Così tu e io non ci incontriamo

 

 

Avrei voluto

 

Quante cose oltre i margini del foglio, oltre i bordi

del viale, oltre il tuo sguardo e il mio che non si

incrociano...

Nel prato, fra tiglio e tiglio, c'è un ricordo che si

oscura.

Siedo nell'erba secca. Scrivo, ma tu non leggerai.

Così tu e io non ci incontriamo.

Eppure...eppure avrei voluto...

Avrei voluto che  tu fossi qui, che percorressi questo

viale, questi alberi, il respiro, il movimento, avrei

voluto non gettare queste frasi come pietre in uno

stagno.

 

Danilo Bramati

Il fiore dell'assenza

 

 

 

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21 giugno 2017 3 21 /06 /giugno /2017 19:48

 

Ha indossato la camicia 

Dopo che se n'è andato
sono rimasta innanzi allo specchio

 

 

Ha indossato la camicia, ha preso l'ombrello
non ha detto una parola
nemmeno io.
Dopo che se n'è andato
sono rimasta innanzi allo specchio
ho estratto la lingua
per vedere se erano rimaste impigliate delle parole.
Purtroppo ho visto solo muscoli e vene.

Ho ritirato la lingua
sono scoppiata a ridere
la risata non è una parola - poi ho infranto lo specchio.

Da quel momento
ho continuato a infrangere specchi
invano
cercandone uno
che non riflettesse
più, uno specchio
che infrangesse me.______ 
A'isha Arna'ut

 


 

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21 giugno 2017 3 21 /06 /giugno /2017 12:25

Inizia a scavare

 

Se non puoi passare attraverso una montagna, giraci intorno.

Se non puoi girarci intorno, passaci sopra.

Se non puoi passarci sopra, siediti un attimo e chiediti se raggiungere l'altro lato

sia davvero così importante.

Se lo è, inizia a scavare una galleria.

 

 

Sii grato per le sfide

Stanno creando la tua forza.______ Kim Bayne

 

 

 

 

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19 giugno 2017 1 19 /06 /giugno /2017 12:58

-

 

"All’inizio è la forma delle cose che ce le fa desiderare, vale per un quadro di Piero della Francesca come per il vestito che indossiamo, per il compagno che scegliamo. Adesso prendete una matita… Disegnate, senza pensarci troppo, la forma di un desiderio qualsiasi. La fame, la sete, un bacio, una mano che sfiora, quello che volete… Sono sicuro che saranno segni differenti, infinite geometrie". 


Elisabetta Bucciarelli 

 

 

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17 giugno 2017 6 17 /06 /giugno /2017 09:02

 

La fiaba di Esopo

 

 

La zanzara e il leone

 

 

Immagine correlataC'era una piccola zanzara assai furba e spavalda. Stanca di giocare con le solite amiche, decise un giorno, di lanciare una sfida al Re della foresta. Si presentò così davanti al sovrano che era il leone e lo salutò con un rispettoso inchino. Il grande Re che era intento a schiacciare umo dei suoi pisolini più belli lungo la riva di un fiume, lanciò una distratta occhiata all'insetto. 

"Oh! Buongiorno". Rispose Sua Maestà spalancando la bocca in un possente sbadiglio. 

La zanzara disse "Sire, sono giunta davanti a Voi per lanciarvi una sfida!"

Il leone, un po' più interessato, si risvegliò completamente e si mise ad ascoltare. 

"Voi" continuò l'insetto "credete di essere il più forte degli animali eppure io dico che se facessimo un duello riuscirei a sconfiggervi!"

Il Sovrano divertito disse: "Ebbene se sei tanto sicura,proviamo!"

In men che non si dica il piazzale si riempì di animali d'ogni genere desiderosi di assistere alla sfida. Il "Singolar Tenzone" ebbe inizio. L'insetto andò immediatamente a posarsi sul largo naso dell'avversario cominciando a pungerlo a più non posso. Il povero leone preso alla sprovvista tentò con le sue enormi zampe di scacciare la zanzara ma, invece di eliminarla, egli non fece altro che graffiarsi il naso con i suoi stessi artigli. Estenuato, il Re della foresta, si gettò a terra sconfitto. Così, la piccola zanzara fu acclamata da tutti i presenti. Levandosi in volo colma di gioia, la zanzara non si accorse però della tela di un ragno tessuta tra due rami e andò ad imprigionarvisi proprio contro. Intrappolato in quell'infida ragnatela l'insetto scoppiò in lacrime, consapevole del pericolo che stava correndo. Fortunatamente il leone, che aveva assistito alla scena, con una zampata distrusse la tela e liberò la piccolina dicendo 

"Eccoti salvata mia cara amica. Ricordati che esiste sempre qualcuno più forte di te! E questo me lo hai insegnato proprio tu!"

La zanzara, da quel giorno imparò a tenere un po' a freno la propria spavalderia.

 

 

 

 

 

Le persone troppo sicure di sé riescono, a volte, a superare gli ostacoli più grossi ma inciampano spesso nelle difficoltà più piccole.

 

 

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15 giugno 2017 4 15 /06 /giugno /2017 19:08

 

Camminavamo per questa strada
in mezzo ai fiori
e ogni tanto ci baciavamo,
tu eri molto contenta dei fiori
e delle siepi, e accarezzavi le api
e eri sorpresa delle lucertole,
l’aria era bianca e fina, e tu la respiravi
io la respiravo nella tua bocca
e la espiravo, e il sole in alto brillava
e diffondeva la sua luce su tutto.
Più bianchi erano i tuoi piedi
dei colombi che si posavano
sui rami alti dei pini._____ 
Claudio Damiani

 

 

 

E' una sera, anzi notte, del 2014

- mi senti? - ti arriva la mia voce?

19 marzo per la precisione

- ma essendo da poco passata, la mezzanotte,

è il 20, a essere precisi -

c'è nell'aria un odore di primavera

rattenuta, ancora è fredda l'aria

gli alberi hanno già fiorito

in una falsa primavera, stagione troppo precoce,

e, essendo tornato un po' di inverno

l'aria è ferma, inodore,

e questa notte, ecco, è passata

ma te la volevo dire

e anche tu potresti dirmi la tua notte

che hai vissuto adesso, stai vivendo,

di una certa stagione, un giorno preciso di un mese

preciso, notte così presto dileguata,

anche tu potresti dirmela. ______ Claudio Damiani

 

 

 

 

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15 giugno 2017 4 15 /06 /giugno /2017 12:28
Inediti d'Autore - Poesia di Andrea Cati

Decollano aerei sopra il chiasso delle nostre ultime parole.

Non c'è altro da dire ti dico mentre ordiniamo vino rosso e brasato.

La tua mano cerca la mia, poi si ritira, affonda tra le lacrime che baciano il tuo 

volto.

Siamo qui seduti, impressi in una foto che ci ritrae goffi, incapaci di dirci addio.

Vorrei raccontarti cosa ne è stato di me da quando ho capito che tutto volgeva 

verso la nostra fine.

Invece, ti ascolto, bevo in silenzio e taglio questa carne con la stessa forza con cui 

non ti ho trattenuta a me.

In qualche ristorante di Bologna, Pescara, Milano, siamo ancora seduti agli stessi 

tavoli a ridere a litigare.

A toccarci sotto le tovaglie, tra gli abissi del nostro amore.

 

inedito di Andrea Cati 

 

 

 

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13 giugno 2017 2 13 /06 /giugno /2017 09:13

 

Vicino è solo il Dentro

 

Vicino è solo il Dentro; tutto il resto è lontano.

E questo Dentro è colmo, ogni giorno

fatto pieno d'ogni cosa - assolutamente indicibile.

 

Rainer Maria Rilke

da Nuove poesie 

 

 

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12 giugno 2017 1 12 /06 /giugno /2017 14:28

 

E dormiva con tutti.

Ma - Cosa fai domani -

non glielo chiese mai nessuno.

 

F. de André

 

 

Scoperta

Temeva i suoi occhi.
Temeva che il prete sapesse
che sotto le stelle
mentre  il villaggio era ancora nel sonno,
il suo giovane amante le aveva sbottonato la veste
e riscaldato il sangue.

Temeva i suoi occhi.
Temeva che il prete scuotendo il capo
dicesse:  "Nessuna veste bianca per le nozze".
E si sarebbero abbassato gli occhi di sua madre.
Avrebbero dardeggiato gli occhi di suo padre.
E gli occhi del suo amore avrebbero sbottonato 
la sua veste ancora.______Pat Mora


 

 

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Presentazione

Profilo

  • Etta
  •  
 
--- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, 
e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
(Leonardo da Vinci)
  • --- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. (Leonardo da Vinci)

                                                                                  
 

Risultati immagini per il mio cuore, poesia, cammina lentamente, lenta come l'erica dell

 
 
 Sul mio cuore, poesia, cammina lentamente,
lenta come l’erica delle paludi,
come un uccello plana sul ghiaccio notturno.
Se frangi la crosta di questa mia pena
Potresti annegare, poesia.


Olav H. Hauge  
 
 
 
                                           5Gd_q2Uv210---Copia.jpg                                 
   
    
 Questa strada ha un cuore.
Per me c'è solo un viaggio
su strade che hanno un cuore.
Là io voglio andare
è l' unica sfida che valga la pena.
     
   

 

Testo Libero

Testo Libero