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5 aprile 2017 3 05 /04 /aprile /2017 06:38

 

 

NON INNAMORARTI DI UNA DONNA CHE LEGGE

 

Martha Rivera Garrido

 

 

 

 


Non innamorarti di una donna che legge,

di una donna che sente troppo,

di una donna che scrive…

Non innamorarti di una donna colta, maga, delirante, pazza.

Non innamorarti di una donna che pensa,

che sa di sapere e che inoltre è capace di volare,

di una donna che ha fede in se stessa.

Non innamorarti di una donna che ride

o piange mentre fa l'amore, 

che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più,

di una donna che ama la poesia (sono loro le più pericolose),

o di una donna capace di restare mezz’ora davanti a un quadro

o che non sa vivere senza la musica.

Non innamorarti di una donna intensa, ludica,

lucida, ribelle, irriverente.

Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così.

Perché quando ti innamori di una donna del genere,

che rimanga con te oppure no, che ti ami o no,

da una donna così, non si torna indietro.

Mai.

 

 

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3 aprile 2017 1 03 /04 /aprile /2017 19:48

 

 

CITAZIONI D'AUTORE

 

Dipinti di Howard Rogers

 

 

 

Se  amate qualcuno per la sua bellezza non è Amore, ma Desiderio
se lo amate per la sua intelligenza non è Amore ma Ammirazione
se lo amate per la sua ricchezza non è Amore ma Interesse
...ma se amate qualcuno e non sapete il perchè... questo è Amore.

 

 

Cercare la felicità all'esterno di noi stessi è come cercsre di prendere al
laccio una nuvola.
La felicità non è una cosa della mente.
Dev'essere vissuta.
 

Paramahansa Yogananda

 

 

Howard Rogers 

Ci vuole un minuto per notare una persona speciale, un'ora per apprezzarla,
un giorno  per volerle  bene, una parola  per ferirla, ma  poi tutta la vita per
dimenticarla!
 

Charles Spencer Chaplin

 

 

 

Non è il viso che ci colpisce ma le espressioni...
non è il corpo, che ci piace, ma il modo in cui si muove...
non è l'aspetto fisico che ci attrae...
ma sono i modi di fare di una persona.
 

Marilyn Monroe

 

 

L'amore è come la morte:
o sei innamorato o non sei innamorato.
O sei morto o non sei morto.
l'amore e la morte sono uguali.
 

Roberto Benigni 

 

 

 

Morirei per un  tuo  solo sguardo, un  tuo sospiro che  profumi  d’amore  ed  una
carezza che riscaldi il mio cuore. Non assomigli più a nessuna da quando ti amo.
 

Pablo Neruda 

 

 

 

Le emozioni si vivono, non si studiano, non si pianificano a tavolino, non si valutano le eventuali conseguenze, non si analizzano possibili ripercussioni: le emozioni si vivono, oppure non si vivono.

 

Mauro Soldano

 

 

Noi vediamo, sentiamo, parliamo, ma non sappiamo quale energia ci fa vedere, sentire, parlare e pensare.
E quel che è peggio, non ce ne importa nulla.
Eppure noi siamo quell'energia.
Questa è l'apoteosi dell'ignoranza umana.

 

Albert Einstein 

 

 

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2 aprile 2017 7 02 /04 /aprile /2017 14:09

Kavafis: L'amore omosessuale senza angoscia 

 

 

 Amber Glow

 

Dalle dieci e mezzo sedeva nel caffè,

aspettava arrivasse da un momento all'altro.

Giunse mezzanotte - e l'aspettava ancora.

L'una e mezzo; il caffè

quasi del tutto vuoto.

E' stanco di leggere i giornali

meccanicamente. Dei suoi tre miseri scellini

ne resta uno: nella lunga attesa

in cognac e caffè si è speso gli altri.

Ha finito le sigarette.

L'interminabile attesa lo estenuava. Poichè,

solo com'era già da tante ore,

cominciava il tormento dei pensieri

sulla sua vita dissoluta.

 

Ma come vide il suo amico entrare -

stanchezza, noia e pensieri scomparvero d'un tratto.

 

L'amicogli portò una notizia insperata:

aveva vinto sessanta lire a carte.

 

I loro bei visi, le due stupende giovinezze 

il loro amore sensuale

riacquistarono vita, freschezza, più vigore

delle sessanta lire vinte a carte.

 

Pieni di forza e gioia, d'affetto e di bellezza

se n'andarono - non a casa dalle onorate famiglie

(dove del resto non li volevano neanche più):

ma in una semplicissima casa malfamata

di loro conoscenza andarono a cercare

una stanza, e liquori costosi, e bevvero di nuovo.

 

E finiti ch'ebbero i liquori costosi

(eran quasi le quattro del mattino)

s'abbandonarono felici all'amore.

 

Costantino Kavafis da La memoria e la passione

 

 

Konstantinos Petrou Kavafis, noto in Italia anche come Costantino Kavafis, è stato un poeta e giornalista greco.

 

29 aprile 1863, Alessandria d'Egitto, Egitto

29 aprile 1933 Alessandria d'Egitto, Egitto 

 

 

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1 aprile 2017 6 01 /04 /aprile /2017 09:26

 

Le Isole Canarie formano l'arcipelago di sette isole situate nell'Oceano Atlantico al largo dell'Africa nord-occidentale

 

 

Le Canarie nell'antichità

 

Leggenda Mitologica sulla storia delle Isole Canarie 

 

 

Le Canarie, e le altre isole delle Macaronesia, a causa della loro posizione geografica e delle leggende che le circondano, sono considerate da alcuni ciò che resta dell'antico e perduto continente di Atlantide, che secondo Platone si trovava al di là delle Colonne d'Ercole (Stretto di Gibilterra) e che sprofondò sul fondo dell'oceano nel giro di una notte. 

 

Risultati immagini per esperidi dipinto

Dipinto - Il giardino delle Esperidi - Frederick Leighton

 

 

 

Alcuni autori greci collocavano, vari secoli prima di Cristo, il mitico Giardino delle Esperidi alle Isole Canarie. Immaginavano che in queste isole si trovasse il paradisiaco giardino nel quale le Esperidi, figlie di Atlante, custodivano i pomi d'oro che crescevano sugli alberi. Questo frutto dorato dava l'immortalità e fu l'obiettivo di una delle dodici prove di Ercole, in cui l'eroe ingannò Atlante (padre delle tre ninfe) affinchè rubasse per lui alcune delle mele del prezioso albero.

 

 

Il giardino delle Esperidi

 

Risalgo per sempre lo splendore delle Esperidi

oltre il velo sottile

 

                per nutrirle dell’immensità del mare

                     e sentire l’aria quando gioca sulla collina

                           tra il bianco e il nero della notte.

 

S’apre fuoco in mezzo al bosco

un rivo

                con le sue acque chiare.

Si snoda con curva leggera.

 

                Nulla in quelle acque, nella terra scorgo

                se non poesia.

 

Il trifoglio

               la rosa scarlatta

                     l’incenso del tiglio

 

il respiro dello zefiro che arriva

                 sui baccelli della ginestra matura.

 

Poi il tuo nome udito all’improvviso

sulla mia bocca...

                 ed è un gorgoglìo nei miei occhi umidi.

 

Incendiami delle tue parole

                 nei mattini

nelle sere d’ombra

                 fin dentro le fenditure dei silenzi

 

succhiati da questo cielo

                che stormisce lungo l’abetaia

 

appena scompigliata

              dal chiaro della luna.______Antonetta Carrabs

 

 

 

Tenerife: l'isola dell'eterna primavera 

 

 

 

 

Tenerife, è un'isola sorprendente per la sua diversità di clima e di autenticità. I  colori, i sapori, il sole e la natura  vulcanica la rendono un luogo dal fascino unico ed esclusivo.  

 

 

Gli antichi romani chiamavano l'isola con il nome di Nivaria (dal latino nix, nivis, dai quali il termine neve), un chiaro riferimento alle nevi perenni del vulcano che domina l'isola, il Teide, da cui parrebbe derivare anche il termine stesso Tenerife, che nella lingua delle popolazione locali che abitavano l'isola molti secoli fa, Tene significherebbe montagna e ife vorrebbe dire bianco. 

 

 

Il monte Teide

 

Il vulcano Teide, 3718 metri, è la vetta più alta della Spagna e la cima più alta di tutto l'Atlantico.  Il Teide, oltre a essere protagonista indiscusso della sagoma di Tenerife, è un vulcano ecologicamente giovane con un'età di circa 200.000 anni. La vetta culmina con il Pilòn de Azùcar, che presenta ancora attività residuale sotto forma di fumarole e solfatare a 86° C.

 

 

 

Le eruzioni danno inizio a un affascinante percorso attraverso la storia geologica di Tenerife che consente di scoprire in prima persona i depositi delle colate vulcaniche su sentieri fiancheggiati da fonoliti, pietre pomici e ossidiane.

 

 

 

Il parco del Teide è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dell'Unesco, come il centro storico de La Laguna, antica capitale di Tenerife. La città è stata costruita con strade parallele e perpendicolari perfettamente squadrate (la cosiddetta quadricula) ed è rimasta praticamente intatta, con i suoi 600 edifici in stile mudejar

 

Risultati immagini per tenerife centro laguna

 

 

Tenerife: un mare da favola 

 

 

La maggior parte delle spiagge di Tenerife sono di origine vulcanica quindi con sabbia scura.

 

 

Cactus su Canarie isola di Tenerife, Spagna — Foto Stock #143541069

Cactus

 

Euphorbia canariensis su Canarie isola di fuerteventura, Spagna — Foto Stock #6893441

 

Euphorbia canariensis

 

 

 

 

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26 marzo 2017 7 26 /03 /marzo /2017 10:09

 

 

 

Hoda Ablan: 'Inizio'

 

Hoda Ablan

Inizio

 

Tu sei lì, costruisci casa

e io sono qui, distruggo un ricordo:

la nostra casa aperta a tutti

e la mia memoria che era aperta al tuo viso.

 

 

 

Hoda Ablan: 'Frammenti'

 

Hoda Ablan

Frammenti

 

Quando se ne è andato

di lui mi è rimasto

solo me stessa.

 

 

 

Hoda Ablan: 'Angolo'

 

Hoda Ablan

Angolo

 

In un angolo oscuro della stanza della mia ferita

intravedo un'ombra 

due ombre 

fili di ombra che danzano con aghi di fuoco

che lavorano il freddo fuori dalla soglia

li indosso

e il mio desiderio trema.

 

 

Hoda Ablan: 'Confessione'

 

Hoda Ablan

Confessione

 

Talvolta, la sera, scoppio a piangere

poi mi adiro per le mie lacrime,

____ che hanno illuminato il mondo e consumato me.

 

 

 

Hoda Ablan: 'Strada'

 

Hoda Ablan

Strada

 

A piedi scalzi, corrono dal loro passato

da mani che salutano dietro uno spesso muro

e madri tremanti che si consacrano con una lacrima finale

sognano

ghirlande che la terra intreccerà con fili del sudore...

E la via lastricata da Dio...

Che nessun fantasma può chiudere.

 

 

 

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26 marzo 2017 7 26 /03 /marzo /2017 09:27

Risultati immagini per carol ann duffy

Carol Ann Duffy (Glasgow, 23 dicembre 1955)

 

 

Carol Ann Duffy, La signora Mida

Settembre inoltrato. M’ero appena versata un bicchiere di vino,
cominciavo a rilassarmi, mentre la verdura cuoceva. Era quieta
la cucina, satura del suo stesso odore, il suo vapore
lieve imbiancava, le finestre. Una la aprii,
l’altra l’asciugai con la mano come una fronte.
Lui, sotto il pero, stava spezzando un ramoscello.

Il giardino era lungo, è vero, la visibilità scarsa, come se
l’oscurità del terreno bevesse la luce del cielo,
ma quel ramoscello era d’oro. Poi lui staccò
una pera dal ramo – noi coltiviamo le William –
e quella sul suo palmo sembrava una lampadina. Accesa.
Non starà addobbando l’albero? Mi chiesi.

Entrò in casa. Le maniglie luccicavano.
Abbassò le persiane. Avete intuito; mi vennero in mente
il Campo del Drappo d’Oro e la signorina Macready.
Sedette sulla sedia come un re su un trono rilucente.
Aveva un’aria strana, spiritata, vana. Dissi,
Santiddio, cosa succede? Si mise a ridere.

Servii la cena. Per antipasto, pannocchia di granturco.
Un attimo dopo si mise a sputare i denti dei ricchi.
Giocherellò col suo cucchiaio, poi col mio, con coltelli e forchette.
Chiese del vino. Versai col tremor nella mano
un bianco secco, fragrante, italiano; lo guardai
alzare il bicchiere, una coppa, un calice d’oro, bere.

Fu allora che mi misi a strillare. Cadde in ginocchio.
Ci calmammo, il vino lo finii da sola,
mentre lo ascoltavo. Lo feci sedere
in fondo alla stanza, mani sotto controllo.
Chiusi il gatto in cantina. Spostai il telefono.
Il cesso lo lascia stare. Non credevo alle mie orecchie:

Aveva espresso un desiderio. E chi non ne ha, vero?
Ma quale di questi si avvera davvero? Il suo. Avete presente l’oro?
Non sfama nessuno; aurum, malleabile, inossidabile; non sazia
la sete. Cercò di accendere una sigaretta; io guardavo, incantata,
mentre la fiamma bluastra danzava sul suo luteo stelo. Almeno,
dissi, smetterai di fumare per sempre.

Letti separati. Misi anche una sedia contro la porta,
ero quasi impietrita. Lui era giù, a trasformare la camera degli ospiti
nella tomba di Tutankhamun. Sì, perché eravamo appassionati allora,
in quei giorni felici; ci spogliavamo svelti, come si scarta
un regalo, o il fast food. Ma ora temevo il suo dolce abbraccio,
il bacio che delle mie labbra avrebbe fatto un’opera d’arte.

E, in fondo in fondo, chi può vivere
con un cuore d’oro? Quella notte sognai di dare
alla luce il suo bambino, le membra d’oro puro,
la piccola lingua un chiavistello prezioso, gli occhi d’ambra
che come mosche racchiudevano le pupille. Il latte del sogno
mi brucia nel petto. Mi svegliai col sole che m’inondava.

Dovette andarsene. Avevamo una roulotte
in aperta campagna, un terreno isolato. Ve lo portai
al calar della notte, seduto sul sedile posteriore.
E poi tornai a casa, la donna che aveva sposato il fesso
che voleva l’oro. All’inizio l’andavo a trovare, a ore strane,
lasciavo la macchina molto lontano, poi andavo a piedi.

Si capiva che si stava per arrivare. Trote d’oro
sull’erba. Un giorno, da un larice pendeva una lepre,
un bell’errore color limone. E poi le sue impronte,
che brillavano sul sentiero lungo il fiume. Era magro,
delirava; sentiva, diceva, la musica di Pan
provenire dal bosco. Credetemi. Fu l’ultima goccia.

Ciò che mi irrita ora non è l’idiozia né la cupidigia
ma il non aver pensato a me. Puro egoismo. Ho venduto
gli arredi della casa e mi sono trasferita qui.
Con una certa luce lo penso, all’alba, al tramonto,
e una ciotola di mele un giorno mi ha gelato il sangue. Più di tutto,
anche ora, mi mancano le sue mani, le sue mani calde, il tocco
sulla mia pelle.

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24 marzo 2017 5 24 /03 /marzo /2017 23:49

Le campane

 

Mio dolce zigano amante mio
Ascolta il suono delle campane
Noi ci amavamo perdutamente
Credendo che non ci vedesse nessuno

Ma eravamo proprio nascosti male
Tutte le campane dei dintorni
Ci hanno visto dall’alto dei campanili
Ed ora tutti lo vanno a ridire

Domani Cipriano ed Enrico
Maria Orsola e Caterina
La fornaia e suo marito
E poi Gertrude mia cugina

Quando passerò sorrideranno
E non saprò più dove nascondermi
Tu sarai lontano io piangerò
      E forse forse ne morirò.

 

Guillaume Apollinaire

 

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23 marzo 2017 4 23 /03 /marzo /2017 11:25

 

 

Non avevo da aggiungere
altro verso,
altra parola.
Nel tuo corpo vivevo
tutta la poesia.______
Ghiannis Ritsos

 

 

 

Comincia dagli occhi
il senso della bellezza,
si trasforma sulle labbra
in irsute ambiguità.
Bellissimi i capelli.
L’unica possibilità
è allontanarsi
dallo strapiombo.______
Ottavio Rossani

 

 

 

All'amata

 

Se leggi questi versi

dimentica la mano che li scrisse:

t'amo a tal punto

che non vorrei restar

nei tuoi dolci pensieri,

se il pensare a me 

ti facesse soffrire.______ William Shakespeare 

 

 

 

 

 

Poema d'amore

 

Anch'io come la terra

appartengo a tutti,

non c'è una sola goccia

di odio nel mio petto. Aperte 

sono le mie mani

e spargono le uve nel vento.

____P. Neruda

 

 

 

 

 

 

 

 

Un viso di loto

Un viso di loto -
chiaro come neve - fresco splendore di agili membra -
come fior di pesco socchiuso,  
si appoggia allo stipite della porta.
Scrutando da dietro la cortina
quando dapprima i suoi occhi incontran quelli di lui, 
le gote le s'imporporan di pudore -
eppure lí rimane!
Ma lui è attratto
a vagare su e giú davanti alla sua porta. 
Conoscerla, parlarle
che turbante pensiero!
Passeggiarle un po' accanto!
O soltanto sostarle vicino!
Sedersi al suo fianco!
Oh rapimento - fors'anche poterla abbracciare!.______
Hsù Wei

 

 

 

Acquerello

Eccoti frutti e fiori, èccoti foglie e rami,
e il cuore innamorato, che solo a te si affida. 
Non lacerarlo, amore, con le tue bianche mani!
e che agli occhi tuoi belli, l'umile dono arrida!

Ròrido tutto io giungo della fresca rugiada,
che mi ghiacciava in fronte il vento alto e canoro 
Fa' che a' tuoi piedi io posi, dopo la lunga strada
e sogni i cari istanti, che mi daran ristoro.

Sovra il tuo fresco seno, fammi adagiar la testa, 
tutta ronzante ancóra de' tuoi baci amorosi. 
Lascia placarsi, amore, quella buona tempesta!
e ch'io mi addorma un poco, mentre anche tu riposi.
______Paul Verlaine

 

 

 

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12 marzo 2017 7 12 /03 /marzo /2017 08:35

 

Sono stanca di stare bene per niente

 

Sono stanca di stare bene per niente,

preferisco stare male per te.

L'amore non è il toccasana dei mali,

è il bene più bello del male supremo,

l'assegno in bianco dei dolori in attesa,

una speranza tradita in agguato,

lo sguardo malato di una bolla di sapone

che scoppia con te.

 

(Aldo Busi da "L'amore dormiente")

 

 

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8 marzo 2017 3 08 /03 /marzo /2017 14:11

 

 

Dante Gabriel Rossetti

 

 

Immagine correlata

Dante Gabriel Rossetti -1828-1882

 

 

Lo spirito romantico e il carattere decorativo dell'opera rossettiana 

 

 

 

La Ghirlandata, 1873

 

 

  Elizabeth Siddal, la musa malinconica 

 

 

Elizabeth Siddal e Gabriel Dante Rossetti sono una delle storiche coppie degli amori maledetti.. Due anime affini, un amore leggendario.

 

 

Elizabeth Eleanor Siddal (Londra, 25 luglio 1829 - Londra, 11 febbraio 1862), detta Lizzie,  è nota per essere stata la modella prediletta dei Preraffaelliti, tra i quali Deverell, John Everett Millais, William Holman Hunt e per aver ispirato alcuni dei quadri più famosi dell’età Vittoriana. Elizabeth Siddal fu prima la musa, poi l’amante, infine la moglie di Dante Gabriel Rossetti. 

 

 

Ritratto di Lizzie Siddal - Schizzo di Dante Gabriel Rossetti

 

 

Dante Gabriel Rossetti si innamorò perdutamente della modella e pittrice Elizabeth Siddal, facendone la propria amante. La sua bellezza, tra languore e malinconia, incarnava, soprattutto per Rossetti, quelle caratteristiche femminili, il cui fascino era il principale motivo ispiratore di una pittura sospesa tra magia e incanto, l'ideale di bellezza Preraffaellita. Il suo carattere era tuttavia forte e deciso, ben diverso da quello che traspare dai dipinti che la ritraggono.

Appassionati entrambi di medioevo, Lizzie e Dante Gabriel, iniziarono a frequentarsi studiando insieme e dopo dieci anni di relazione tormentata e di ispirazione i due si sposarono, nel 1860.

 

 

Elizabeh E. Siddal - Lizzie

 

 

"E l'amore destinato ad una morte precoce / Ed è così raramente vero, [...] Le più belle parole sulle più sincere labbra / Scorrono e presto muoiono. / E tu resterai solo, mio caro./ Quando i venti invernali si avvieranno".

 

 

Versi de “L’amore finito” di Miss Sizzie sembrano una profezia di quanto accadrà. 

 

 

 

 

 

 

Il rapporto tra Lizzie e Dante Gabriel Rossetti si concluse tragicamente. Nel 1862 infatti Lizzie, già malata di tisi e forse a causa dei continui tradimenti dell'artista, si uccise ingerendo un errato dosaggio di laudano. Fu lo stesso Rossetti a trovarla, di notte, distesa sul suo letto, senza vita. Per l'artista fu un colpo terribile; con lei seppellì, una sorta di suicidio artistico e spirituale.

 

 

 

 

 

Elizabeth Siddal, oltre che modella, è stata anche una poetessa.Le sue composizioni poetiche definite dalla stessa autrice ,"troppo tristi per essere pubblicate" furono seppellite con il suo corpo nel cimitero di Highgate di Londra. Nel 1906, Dante Rossetti fece riesumare e pubblicare il manoscritto delle sue poesie, insieme al corpo di Lizzie, con un atto "senza nobiltà ma non privo di grandezza" come scrisse Proust. In questa circostanza si diffonde la leggenda del corpo di lei rimasto intatto e dei suoi lunghi capelli rossi che avevano continuato a crescere anche dopo la sua morte invadendo completamente la bara. 

 

 

Non piangere mai per un amore finito,

dacché l’amore raramente è veritiero,

ma cambia la sua forma dal blu al rosso,

e dall’acceso rosso al triste blu.

L’amore è nato per una morte precoce:

e questo è raramente vero.

 

Non mostrare  alcun sorriso sul tuo bel volto

per vincere la profonda amarezza:

le parole più belle sulle labbra più veritiere

passeranno e scompariranno,

e rimarrai solo, mio caro,

quando i gelidi venti la notte disegneranno.

 

Tesoro, non piangere su ciò che non può essere,

per ciò che Dio non ha concesso.

Se il semplice sogno di un amore fosse vero,

allora, amore, saremmo in Paradiso.

Ma noi siamo in terra, mia caro,

dove il vero amore non ci è dato.

 

Elizabeth Siddal

 

 

 

Beata Beatrix,1880,

 L’opera che Rossetti dedica alla morte dell’amata, ritratta in primo piano  come la Beatrice di Dante

 

 

Lizzie Siddal, rimase per sempre musa ispiratrice per il marito, che continuò a dipingerla come dimostra la "Beata Beatrix", nel qual viso di lei appare misticamente disteso e assorto. Nel dipinto un uccello rosso le porge un papavero, un componente del laudano, mentre sullo sfondo avviene l'incontro tra  Dante Alighieri e Beatrice Portinari, gli " alter ego" della coppia.

Il dolore per la morte di Lizzie, condusse Rossetti sulla via del suicidio, che tentò a sua volta nelle stesse modalità della moglie.

Salvato dagli amici, morirà invece nel 1882, solo, povero e folle.

 

 

Ritratta da Rossetti

Lizzie ritratta da Rossetti 

 

 

Amore e morte, o meglio l'amore tormentato che conduce la donna alla morte divengono fonte d'ispirazione anche nella letteratura.

Lo stesso Rossetti, poeta oltre che pittore, dedica a questo tema alcune poesie della sua raccolta La casa della vita. 

MORTE IN AMORE

 

Nel corteo della Vita ora arrivò una figura

che aveva ali d'Amore, e il suo gonfalone:

Bella ne era la stoffa, e nobilmente sopra ricamati,

O viso privato dell'anima, il tuo aspetto e il colore.

Misteriosi mormorii, e come al destarsi della primavera,

fremevano nelle pieghe, e attraverso il mio cuore il suo  potere

Si affrettò senza traccia, come l'ora immemorabile

In cui gemè l'oscura porta del nascere e fu tutto nuovo.

 

Ma una donna velata seguiva, che avvolse

La bandiera intorno all'asta, per ammainarla,

Tolse una piuma dalle ali del gonfaloniere,

La pose sulle labbra di lui, e quella non fremette.

Lei disse a me, " Guarda: neppure un alito;

Io e questo Amore siamo una cosa sola, e io sono la morte".

 

Da Dante Gabriel Rossetti, La casa della vita, Londra 1881 

 

 

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  • mondodiverso
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--- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, 
e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
(Leonardo da Vinci)
  • --- La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. (Leonardo da Vinci)

                                                                    

 

 Sul mio cuore, poesia, cammina lentamente,
lenta come l’erica delle paludi,
come un uccello plana sul ghiaccio notturno.
Se frangi la crosta di questa mia pena
Potresti annegare, poesia.


Olav H. Hauge  
 
 
 
                                           5Gd_q2Uv210---Copia.jpg                                 
   
    
 Questa strada ha un cuore.
Per me c'è solo un viaggio
su strade che hanno un cuore.
Là io voglio andare
è l' unica sfida che valga la pena.
     
   

 

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